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Burocrazia
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Contents
• Storia
• Note
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Etimologia
L'mwggetimologia ibrida del termine, dal francese mwgwbureau (scrivania a cassetti) connesso al greco mwhakrátos ("potere"), ne rivela l'origine tarda e la derivazione di matrice mwhqfrancofona ottocentesca.cite-ref-4[4]
Storia
Antica Roma
Dal punto di vista storico, l'introduzione sistematica di un sistema amministrativo suddiviso in numerosi uffici e basato su procedure in qualche modo unificate risale addirittura all'imperatore Claudio nel I secolo d.C. - una sostanziale novità rispetto al tradizionale accentramento del potere politico nelle mani del Senato, conseguenza inevitabile di un progressivo svuotamento dei poteri di quest'ultimo. L'interposizione di un corpus di funzionari, seppure inizialmente legati in modo strettissimo al potere imperiale, come intermediario tra il potere e la società romana rappresentò una vera rivoluzione concettuale.
Claudio affidò arbitrariamente i vari uffici ai suoi mwkaliberti, i cui nomi (Pallante, Narcisso, Callisto) sono ancor oggi sinonimo di corruttela, arbitrio, intrallazzo, cospirazione, finanche omicidio: ben lontani dunque dall'idealizzazione impersonale di rettitudine elaborata molti secoli più tardi. Questi burocrati mwkqmwkgante litteram, designati direttamente dall'Imperatore, secondo mwkwTacito nei suoi mwlamwlqAnnales: "esercitavano poteri regali con animo di schiavi".
L'articolazione e l'importanza della burocrazia continuarono a crescere ed espandersi in epoca imperiale, di pari passo con il potere ed il peso politico dei burocrati: un potere formalmente limitato e subordinato a quello imperiale,cite-ref-5[5] ma estremamente frammentato, praticamente vitalizio e continuamente espanso nelle sue prerogative da una ininterrotta proliferazione di leggi e regolamenti (in gran parte confluiti nel mwmwmwnaCorpus Iuris). Questo modo di procedere divenne un tratto peculiare dell'mwnqimpero bizantino e del suo complicatissimo cerimoniale: ancora oggi, infatti, il termine mwngbizantinismo come sinonimo di astrusità, cavillosità, pedanteria, tortuosità è utilizzato quasi esclusivamente in riferimento alla burocrazia ed alle sue procedure.
Nella Cina e nell'impero ottomano
Nell'mwqaimpero ottomano, vi erano "mwqqfunzionari delegati dalla corte a riscuotere tasse di spettanza imperiale e a organizzare un servizio di supporto di truppe in caso di necessità. Questa (...) funzione veniva esercitata in forza di un mwqgmansab, ovvero di un alto rango militare e fiscale conferito loro dalla corte. In alcune aree limitate dell’impero (...) la carica di mansabdar (detentore di un mwqwmansab) veniva assegnata a veri e propri funzionari di carriera, appartenenti all’aristocrazia di servizio musulmana, che la detenevano a titolo non permanente e, per di più, con l’obbligo di cambiare frequentemente la sede territoriale di esercizio della propria funzione, imposto allo scopo di prevenire lo sviluppo di un loro autonomo potere territoriale. Si trattava, dunque, in questo caso, di un rango paragonabile – mwracum grano salis – a quello inerente al tipo «commissariale» del funzionariato europeo di antico regime. Ma né il principio della provvisorietà della funzione, né, tanto meno, quello della rotazione, valevano per coloro che si vedevano invece attribuire un mwrqmansab in virtù del potere che già esercitavano «nelle loro terre originarie», e che continuavano, perciò, anche nella loro rinnovata veste istituzionale, a interpretare in modo autonomo, tanto più per il fatto che a tutelarli c’era il carattere in questo caso ereditario del mwrgmansab conferito loro".cite-ref-7[7]
Età moderna
L'accezione originaria del termine, in epoca moderna e premoderna, indicava un progresso ed una positiva terzietà rispetto alle forme organizzative basate sull'mwtqarbitrio e sull'esercizio individuale e dispotico di un potere personale. Rispetto a questi fenomeni, l'ideale burocratico all'epoca degli Stati nazionali poneva il potere in mano alla mwtglegge attraverso, ad esempio, la non-proprietà da parte del funzionario dei mezzi di produzione del proprio lavoro; la disciplina garantistica del rapporto di lavoro del mwtwfunzionario, che non poteva essere licenziato perché sgradito al superiore; la definizione di procedimenti e procedure prestabiliti per tipologie uniformi di atti. In epoca moderna l'introduzione sistematica di una burocrazia rigidamente organizzata risale all'epoca della costituzione dei primi mwuaStati nazionali, con un ruolo di primo piano ricoperto da mwuqNapoleone Bonaparte.
Francia
mwvaNapoleone Bonaparte riuscì a realizzare un apparato burocratico estremamente accentrato, fondato sulla funzione dei mwvqprefetti, per nulla pachidermico, anzi snello e ben funzionante; tant'è che dopo la restaurazione alcuni governi tentarono di imitarne il funzionamento, in testa a tutti la mwvgCasa Savoia, senza però riuscirvi del tutto.cite-ref-8[8]
Il modello napoleonico, fondato su un’amministrazione piramidale, accentrata e coesa, incarnazione della supremazia dell’interesse pubblico sulla società e gli interessi privati, è stato scosso alle fondamenta alla fine del mwxaXX secolo "da almeno tre rilevanti riforme: il decentramento amministrativo, le privatizzazioni e la riorganizzazione degli apparati pubblici. Il dibattito sulla devoluzione delle competenze dal centro alla periferia del sistema amministrativo subì una chiara accelerazione all’inizio degli anni ’80 con l’arrivo dei mwxqsocialisti a mwxgMatignon".cite-ref-9[9]
Germania
Alla fine del mwzqXVIII secolo la legge generale prussiana (mwzgallgemeines Preussisches Landrecht) e la legge fondamentale sul funzionariato (mwzwhergebrachte Grundsatze des Berufsbeamtentums) contenevano le norme fondamentali sull’impiego alle dipendenze dello Stato: occupazione a tempo pieno e a vita dietro adeguato corrispettivo (mwaaAlimentationsprinzip); fedeltà, neutralità e moderazione politica; dedizione al pubblico servizio; divieto di scioperare; regime particolare per i gradi di mwaqfunzionario".cite-ref-10[10]
Regno Unito
Nel mwcaRegno Unito «le origini di una burocrazia moderna e professionale vanno rintracciate nella seconda metà del XIX secolo, e, in particolare, nel rapporto Northcote-Trevelyan (1854), esito di un'indagine commissionata da mwcqGladstone sullo stato dei dipendenti pubblici. Il rapporto divenne presto un modello per altri governi, ivi compreso quello statunitense. Sulla base dei suoi contenuti, il controllo della burocrazia veniva di fatto strappato dalle mani dei notabili e consegnato in quelle della borghesia, anche per porre fine alle pratiche nepotistiche e clientelari proprie del passato. Nacque in quel momento il cosiddetto "modello mwcgWhitehall", fondato su una classe di mwcwfunzionari professionisti, neutrali e apolitici, che doveva fungere da compensazione al "mwdamodello Westminster", costituito da parlamentari eletti democraticamente e detentori del potere politico e decisionale».cite-ref-11[11]
Lord mwegCyril Northcote Parkinson, autore di un libello ironico in cui definiva tale omonima legge empirica, osservò che, anche nel momento di massimo declino del sistema coloniale britannico, la burocrazia degli uffici coloniali continuava costantemente ad aumentare di numero. Dalle sue rigorose osservazioni si evince che, in una qualsiasi organizzazione burocratica, il tasso di crescita degli impiegati si attesta su un 5-7% annuo, indipendentemente da qualsiasi variazione nel lavoro da svolgere. Tali fenomeni dipendono strettamente da elementi intrinseci al modello burocratico, che tende ad espandersi per perpetuare ed aumentare il proprio potere, diluendo al contempo le responsabilità individuali.
Italia
Prima dell'avvento dello mwfqStato dei partiti, era comune sentire quello della onnipotenza della burocrazia ministeriale, a dispetto della «finzione della responsabilità ministeriale», con la «conseguente irresponsabilità di un’alta burocrazia chiamata di fatto a decidere»cite-ref-12[12].
Nel mwgwsecondo dopoguerra, però, la debolezza del potere burocratico italianocite-ref-13[13] emerse in tutta la sua gravitàcite-ref-14[14]: "i militari avevano pagato la sconfitta e la troppo assidua prossimità con il regime, nonché – evidentemente – il ruolo ormai decisamente subalterno delle forze armate repubblicane nell’ambito delle nuove alleanze atlantiche; ma soprattutto era maturata in quei vent’anni una crisi strutturale dell’amministrazione dello Stato in tutte le sue componenti di vertice: ridotta ai minimi termini l’influenza dei prefetti, anche per il forte protagonismo dei mwjapartiti politici quali nuovi interpreti del rapporto centro-periferia; mortificata l’alta dirigenza dei mwjqministeri, sia in termini di comparazione economica con altre mwjgélite estranee all’amministrazione sia in termini di capacità dialettica verso le nuove élite della mwjwpolitica; moltiplicate a dismisura, sino a togliere loro il prestigio della carica, le figure di vertice"cite-ref-15[15].
Significato concettuale del termine
Il termine, definito in maniera sistematica da mwlgMax Weber indica il "potere degli uffici" (dal francese mwlwbureau): un mwmapotere (o, più correttamente, una forma di esercizio del potere) che si struttura intorno a regole impersonali ed astratte, procedimenti, ruoli definiti una volta per tutti e immodificabili dall'mwmqindividuo che ricopre temporaneamente una funzione.
Il termine assume a volte un valore dispregiativo teso ad indicare l'eccessivo iter o vincoli per il raggiungimento di determinati obiettivi personali o statali. I difensori della burocrazia difendono invece tale aspetto giustificandoli con la corretta applicazione di leggi e procedure definite precedentemente da terzi secondo il mwmwprincipio di legalità e uguaglianza.
L'attuale accezione del termine è, pertanto, stata influenzata da quelle che - nel corso del mwnqXX secolo - sono state definite da alcuni "conseguenze inattese" del fenomeno burocratico: rigidità, lentezza, incapacità di adattamento, inefficienza, inefficacia, lessico difficile o addirittura incomprensibile (il cosiddetto mwngburocratese), mancanza di stimoli, deresponsabilizzazione, eccessiva pervasività, tendenza a regolamentare ogni minimo aspetto della vita quotidiana.
Negli stati moderni - dove gli apparati burocratici hanno ragguardevoli dimensioni ed il controllo politico è limitato nel tempo dal susseguirsi delle elezioni - il duraturo "potere degli uffici" è incline a trasformare il potere delegato in potere proprio. Per converso, il ruolo delle burocrazie è rivendicato come salvaguardia delle regole a fronte del pericolo di "mwoadittatura della maggioranza".cite-ref-16[16]
Evoluzione contemporanea nella scienza dell'amministrazione
In tempi recenti vari fattori, tra i quali i profondi cambiamenti dell'assetto geopolitico ed una migliore consapevolezza dei cittadini, nata anche dal confronto generalizzato con altre realtà no oltre i confini nazionali, hanno posto al centro dell'attenzione il tema di una nuova sensibilità nei rapporti con la burocrazia, anche in Paesi tradizionalmente deficitari sotto questo aspetto e privi di una normalizzazione dello mwpwmwqaspoil system.
D'altro canto i progressi nella mwqggovernance razionale, supportata anche dall'applicazione sistematica della mwqwTeoria dei giochi ad opera di studiosi come Robert Cooter, Douglas Baird, Robert Gertner e Randal Picker, hanno contribuito in modo fondamentale ad una migliore comprensione delle dinamiche sociali nella classe dirigente ed hanno portato vari Governi a prendere atto che i continui mutamenti dell'ambiente sociale ed economico (sviluppo tecnologico, differenziazione e frammentazione della domanda sociale, dispersione del potere politico su nuovi livelli anche transnazionali) richiedevano adeguate riforme e ridimensionamenti del "potere degli uffici".
Al modello burocratico si sono quindi nel tempo apportate modifiche sia nella pratica che nella teoria, sviluppando forme di amministrazione partecipata, flessibile, contrattata, per progetti (cosiddetto mwsqmodello telocratico).cite-ref-17[17]
Accezioni negative e critiche
Con il tempo, al termine "burocrazia" sono state associate accezioni negative; in particolare si parla di "burocratese" per indicare lo stile comunicativo e il linguaggio complicato utilizzato dalle amministrazioni e istituzioni pubbliche durante le loro funzioni di comunicazione con i cittadini.cite-ref-18[18] Altra espressione negativa legata all'ambito della burocrazia è quella di "lungaggine burocratica", utilizzata per indicare i ritardi associati alla burocrazia, che sono interpretati come "lentezza esasperante" e "perdite di tempo".cite-ref-19[19]cite-ref-20[20]
Oltre ai "costi" in termini di tempo, le attività burocratiche vengono spesso criticate per i costi associati in termini economici. Tali costi, in mwxqItalia sono stati indicati come una delle cause principali della mancanza di competitività delle impresecite-ref-21[21] e del sistema economico italiano nel suo complesso, che si riflette negli indici di mwygproduttività del lavoro, tipicamente bassa nel caso italiano. Per questi motivi si parla in generale di "mala burocrazia".cite-ref-22[22]
Note
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Voci correlate
• mwaxqFilosofia del diritto
• mwaxyLinguaggio burocratico
• mwaxgPubblica amministrazione
• mwaxoSpoil system
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Collegamenti esterni
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